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Donne e scacchi: esempi nella narrativa contemporanea

Una delle cose che più risalta durante un torneo di scacchi è la presenza predominante di popolazione maschile con qualche raro caso di apparizione femminile. Allo stesso modo, l’impressione che dà entrare in un circolo scacchistico fa credere che questo gioco sia di competenza unicamente maschile. Malgrado esistano tante apprezzate campionesse e maestre di scacchi, la proporzione (o meglio la sproporzione) con gli scacchi "maschili" è impressionante.

Le scacchiste non mancano però nella letteratura, nella quale possiamo trovare diversi romanzi aventi come protagoniste 2 giocatrici del gentil sesso
La regina degli scacchi (The Queen's Gambit) e La giocatrice di scacchi (La joueuse d'échecs), sono due romanzi del tutto contrapposti per caratteristiche degli autori, dell’ambientazione e dei personaggi, ma un elemento comune li attraversa: gli scacchi come strumento per affrontare (e cambiare) la propria vita.

La regina degli scacchi di Walter Tevis ci racconta della giovane Bet Harmon che non ha nulla al mondo. Ma nel suo nulla un giorno scopre di avere una dote unica: è incredibilmente brava a giocare a scacchi! Imparato il gioco nell'orfanotrofio dove vive, attraverso varie peripezie, riuscirà ad usare quest'unica sua dote per farsi strada nella vita, attraverso il mondo maschilista (degli scacchi e non). Ma non sarà un viaggio facile… E' una favola amara, quella di Bet, tanto più triste proprio perché priva di cattivi e di cattiveria: basta la vita quotidiana a fare la parte del mostro!
Di tutt'altro tono è La giocatrice di scacchi di Bertina Henrichs. In questo suo primo romanzo, l'autrice racconta di Eleni, quarantenne madre di famiglia che vive in una sperduta isola del Mar Egeo, lavora come cameriera in un albergo e vive la vita di tutte le donne che l'hanno preceduta. Finché... finché un bel giorno non scopre una inaspettata passione per gli scacchi!

Per una casalinga di un'isola greca (dove neanche li vendono gli scacchi!) è disdicevole ritagliare del tempo per sé, del tempo per dedicarsi ad una propria passione. Addirittura i suoi compaesani preferiscono credere che il suo comportamento sia dovuto ad un amante, piuttosto che agli scacchi!

Ma Eleni non molla: vuole imparare a giocare. Sarà un percorso difficile, dovrà giocare di nascosto, ma ha tutta l'intenzione di partecipare ad una gara scacchistica che si disputerà di lì a poco nel continente. Vincere o perdere non ha la benché minima importanza: l'importante è imporre se stessa e riuscire ad arrivare alla gara!